Organizzata a Milano la Giornata del lavoro agile. Lo smart working è ormai tendenza.

Il 18 febbraio scorso, a Milano, sì è svolta la terza edizione della “Giornata del Lavoro Agile”, che ha consentito ad aziende e professionisti di avvalersi per almeno un giorno dei vantaggi del lavoro a distanza.

L’edizione di quest’anno è stata particolarmente significativa perché successiva all’approvazione del disegno di legge sullo smart working, contenuto nella legge di stabilità approvata il 28 gennaio scorso.

Queste ultime riguardano appunto il lavoro agile, che consiste non in una nuova tipologia contrattuale, ma in una modalità flessibile di svolgimento del rapporto di lavoro subordinato finalizzata ad incrementarne la produttività, agevolando al contempo la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Si tratta, in particolare, di una prestazione di lavoro che può essere eseguita in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, entro i limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.

Consente di lavorare da casa o da altri luoghi, come parchi, caffè, uffici satellite, ambienti in coworking.

Di smart working ne parlano tutti, comprese molte riviste mensili, che dedicano ampi articoli al tema.

L’iniziativa di Milano, promossa dal Comune, ha permesso l’adesione sia da parte di aziende private e pubbliche, di grandi e di piccole dimensioni, in modo tale da consentire loro di testare i benefici di questa nuova modalità lavorativa. L’obiettivo è la maggior diffusione della sensibilità verso questa forma di lavoro, che può essere negoziata nelle imprese in modo del tutto flessibile (una giornata alla settimana, per esempio).

Anche liberi professionisti, autonomi, free lance hanno aderito numerosi prenotando una postazione di lavoro presso i numerosi spazi di coworking, presenti a Milano, ma che si stanno moltiplicando in numerose città.

Il progetto ha riscosso un crescente interesse in tutto il territorio nazionale, coinvolgendo i Comuni di Bergamo, Torino, Genova e Trento. La scorsa edizione aveva raccolto l’adesione di 150 tra enti e aziende (+43% rispetto al 2014), permettendo una possibilità di lavoro smart a più di 8000 dipendenti.

In netta crescita anche la partecipazione dei lavoratori, che quest’anno hanno superato quota 10mila. Straordinaria anche la partecipazione sui social: #coworking è stato uno dei tre hashtag più utilizzati nella giornata di giovedì scorso.

Ogni partecipante in media ha risparmiato 108 minuti nel tragitto casa-lavoro, evitando tra i 18 e i 25 km di strada -170mila km in meno complessivamente percorsi – con un benefico complessivo per l’ambiente pari ad una riduzione di 6 kg di pm10 e di 33 tonnellate di C02 in meno emesse nell’aria. Ed ecco così spiegato, oltre al vantaggio per l’ambiente, il 20% di aumento di produttività ipotizzato dall’Osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano.

I coworking di Milano hanno così aperto le loro porte per far conoscere ad aziende e professionisti tutti i vantaggi di questo nuovo modo di concepire la giornata lavorativa.

Noi del Direzionale Eur non abbiamo perso l’occasione di respirare l’aria frizzante e ricca di novità che permea le strutture, come il nostro DireurLab, che offrono ambienti condivisi per lavorare e creare sinergie: siamo stati invitati da Luca Pasqualotto, General Manager workspace di Halldis, a visitare il loro Copernico.

La struttura, di 15.000 mq rappresenta una nuova modalità di concepire lo spazio di lavoro, che si trasforma diventando un luogo attrattivo che offre all’interno della stesso ambiente uffici, lounge e bar, palestra, parco per pause relax e persino 15 camere da letto ad uso foresteria.

L’aria che si respira è di massima informalità, a partire dalle receptionist, tutte senza divisa. L’utenza è giovane, dai 35 ai 45 anni, smart, variegata.

La sala lounge è accessibile anche agli esterni, attraverso la sottoscrizione di una card al costo di 80 euro al mese. Al suo interno si trivano tavoli riunioni condivisi, bancone con seduta d’appoggio e salette private prenotabili, tutti spazi per lavorare ma anche per fare networking.

Il coworking, gestito da una società esterna, rappresenta solo il 7% degli spazi è costituito da scrivanie, si trova al piano parzialmente interrato e dispone di un deposito oggetti.

Copernico attrae continuamente nuova clientela attraverso l’organizzazione di corsi di formazione, convegni ed eventi ricreativi interni: in occasione della nostra visita in terrazza era stata allestita un’area per dipingere con acquerelli!

Insomma Copernico punta a rivoluzionare il luogo di lavoro rendendolo attrattivo. Anche noi al Direzionale Eur abbiamo crediamo da sempre nel benessere lavorativo, mettendo a disposizione dei nostri ospiti tante aree di condivisione, di lavoro e di relax, sia all’interno che nei parchi che circondano la struttura.

Per questo motivo è allo studio una partnership con Copernico, in attesa che apra il nuovo spazio romano, di 8.000 mq.

La nostra visita milanese ha fatto tappa poi al nuovo coworking aperto da Talent Garden, il più grand network europeo da sempre promotore della cultura open pe favorire i talenti.

In realtà, nonostante fosse la giornata del lavoro agile, siamo rimasti colpiti dal fatto che non ci sia stata consentita la visita degli spazi né un breve colloquio con i gestori.

Senza appuntamento non ricevono, dicono alla reception.

Un modo di operare un pò in contrasto con le nuove tendenze in tema di condivisione, partecipazione, smart working delle quali Talent Garden si dichiara da sempre all’avanguardia.


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